Inhabited Deserts di John Pepper

Inhabited Deserts di John Pepper

Il 28 novembre si concluderà la mostra del famoso fotografo americano, naturalizzato italiano, John R. Pepper organizzata dal comune di Todi in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia.

Uno spettacolare viaggio nei più remoti deserti del mondo, durato oltre 3 anni, raccontato in 53 scatti.

53 scatti di una Leica M6 con il solo 35 mm. Un lavoro tutto meravigliosamente analogico ed in bianco e nero.

In questi 3 anni Pepper ha attraversato i deserti di Dubai, Egitto, Iran, Israele, Mauritania, Oman, Russia e Stati Uniti e poi li ha portati da noi.

E noi abbiamo avuto il piacere di dare vita al libro-catalogo ufficiale della mostra, 53 tavole di una intensità incredibile. Passa sotto pelle l’interam esperienza di Pepper in ogni scatto. Per chi non avesse potuto andare a Todi a vedere la mostra, viverla sul catalogo potrebbe essere comunque una bellissima esperienza.

Le parole di John R. Pepper

Lui la descrive così: “I deserti hanno sempre affascinato i fotografi. La ragione che spesso li porta lì è catturare la bellezza del paesaggio. Una bella sfida, ma non era quello che cercavo: io volevo andare oltre. La mia idea, il mio intento, è stato usare il deserto come il pittore sfrutta la verginità di una tela bianca. Ho cercato di scoprire quali immagini si offrivano al mio sguardo – a volte erano visioni figurative, altre volte astratte e la simbiosi tra il paesaggio che avevo davanti e le immagini sepolte dentro di me. Alla fine di questa ricerca subliminale, la mia fotografia, la mia “tela”, si fa espressione del mio essere profondo, delle mie percezioni di artista”.

Il nostro punto di vista

Noi, invece, descriviamo la nostra esperienza della stampa di questo libro-catalogo come davvero importante. Pepper ha seguito il nostro lavoro passo passo, non dandoci tregua. Ogni immagine è stata stampata proprio come lui l’aveva vista. Ce l’abbiamo fatta e ne siamo felici.

Approfondimenti

intervista a John R. Pepper

Pagina Facebook John R. Pepper

Noi ed i cataloghi d’arte